La sindrome di De Quervain è una patologia dolorosa del polso che interessa i tendini abduttore lungo ed estensore breve del pollice. Questi tendini scorrono all’interno del primo compartimento dorsale del polso, delimitato da un retinacolo fibroso che, quando diventa ispessito o troppo stretto, ostacola il normale movimento tendineo.
Il dolore si localizza generalmente sul lato del pollice e può aumentare durante i movimenti di presa, sollevamento, apertura di contenitori, utilizzo dello smartphone o quando si prende in braccio un bambino. In alcuni pazienti possono comparire gonfiore, riduzione della forza e difficoltà nelle comuni attività quotidiane.
Quando è necessario liberare il retinacolo?
Il trattamento iniziale può comprendere la modifica delle attività, l’utilizzo di un tutore, la riabilitazione e le infiltrazioni ecoguidate. Quando i sintomi persistono nonostante un adeguato trattamento conservativo, può essere indicata la liberazione del retinacolo del primo compartimento dorsale.
Tradizionalmente, questa decompressione viene effettuata mediante un’incisione chirurgica, attraverso la quale il medico identifica e apre il retinacolo. La chirurgia aperta rappresenta un trattamento consolidato ed efficace, ma richiede un’incisione cutanea, una dissezione dei tessuti e una successiva gestione della ferita chirurgica.
In pazienti selezionati, oggi la stessa struttura può essere trattata con una tecnica decisamente meno invasiva: la retinacolotomia percutanea ecoguidata.
Che cos’è la retinacolotomia percutanea ecoguidata?
La procedura permette di liberare il primo compartimento dorsale attraverso un accesso cutaneo di circa 1,2 millimetri, senza realizzare la tradizionale incisione chirurgica.
Non si tratta di una semplice infiltrazione: attraverso il piccolo accesso viene introdotto uno strumento specifico che consente di incidere e rilasciare il retinacolo responsabile della compressione dei tendini.
L’intera procedura viene eseguita sotto controllo ecografico continuo. L’ecografia permette di visualizzare in tempo reale:
- i tendini abduttore lungo ed estensore breve del pollice;
- il retinacolo da liberare;
- l’eventuale presenza di setti o compartimenti accessori;
- i piccoli vasi e i rami sensitivi del nervo radiale superficiale;
- il percorso e la posizione dello strumento.
Le varianti anatomiche del primo compartimento sono frequenti e possono influire sull’efficacia del trattamento. La valutazione ecografica è quindi importante non soltanto per confermare la diagnosi, ma anche per pianificare con precisione la decompressione.
Una procedura ambulatoriale in anestesia locale
La liberazione percutanea viene eseguita in anestesia locale e in regime ambulatoriale. Il paziente rimane sveglio durante il trattamento e può tornare a casa dopo un breve periodo di osservazione.
L’accesso di 1,2 mm normalmente non richiede punti di sutura. Al termine viene applicata una piccola medicazione e vengono fornite indicazioni personalizzate per la gestione dei primi giorni e per la graduale ripresa delle attività.
Quali sono i possibili vantaggi?
Rispetto alla chirurgia aperta, il ridotto accesso cutaneo e l’assenza di una dissezione chirurgica estesa possono comportare:
minore traumatizzazione dei tessuti, una cicatrice quasi impercettibile, medicazioni più semplici, minore rigidità post-procedurale e una ripresa più rapida dell’utilizzo della mano.
La procedura ambulatoriale evita inoltre il ricovero e consente generalmente di iniziare precocemente una mobilizzazione controllata del pollice e del polso. Il tempo necessario per tornare al lavoro o alle attività sportive dipende comunque dal tipo di attività, dalla gravità iniziale della patologia e dalla risposta individuale al trattamento.
Gli studi clinici disponibili hanno riportato miglioramenti del dolore e della funzionalità dopo la liberazione percutanea. In uno studio prospettico su 35 pazienti è stata osservata una significativa regressione dei segni clinici nel 91,4% dei casi, senza lesioni neurovascolari o tendinee segnalate; altre esperienze cliniche hanno confermato risultati promettenti con tecniche minimamente invasive ecoguidate.
Perché è importante la guida ecografica?
La liberazione percutanea non dovrebbe essere eseguita “alla cieca”. Nel lato radiale del polso decorrono strutture delicate, in particolare i rami sensitivi del nervo radiale superficiale.
L’ecografia consente di scegliere il punto di accesso, controllare la profondità dello strumento e verificare progressivamente la liberazione del retinacolo. Gli studi anatomici hanno mostrato che la guida ecografica può aumentare la precisione della procedura e aiutare a riconoscere setti, creste ossee e altre varianti del compartimento.
La tecnica è indicata per tutti?
Non tutti i dolori sul lato del pollice sono dovuti alla sindrome di De Quervain e non tutti i pazienti necessitano di una retinacolotomia.
Prima del trattamento è indispensabile una valutazione clinica ed ecografica accurata. Devono essere considerate eventuali varianti anatomiche, la presenza di patologie articolari o tendinee associate e i risultati dei precedenti trattamenti.
La letteratura sulla liberazione percutanea ecoguidata è incoraggiante, ma è ancora costituita prevalentemente da studi clinici con un numero limitato di pazienti e da studi di fattibilità. La chirurgia tradizionale rimane pertanto un’opzione valida e necessaria nei casi non adatti alla tecnica percutanea.
Una decompressione mirata con il minimo accesso possibile
La retinacolotomia percutanea ecoguidata rappresenta un’evoluzione nel trattamento della sindrome di De Quervain resistente alle terapie conservative.
Un accesso di soli 1,2 millimetri, l’anestesia locale, l’esecuzione ambulatoriale e il controllo ecografico in tempo reale permettono di intervenire direttamente sulla causa meccanica della compressione, riducendo al minimo il trauma dei tessuti circostanti.
L’indicazione deve sempre essere personalizzata dopo una visita specialistica e uno studio ecografico del primo compartimento dorsale.
Bibliografia essenziale
Lapègue F, et al. US-guided percutaneous release of the first extensor tendon compartment using a 21-gauge needle in de Quervain’s disease: a prospective study of 35 cases. European Radiology. 2018;28:3977–3985. DOI: 10.1007/s00330-018-5387-1.
Croutzet P, et al. Ultrasound-Guided de Quervain’s Tendon Release, Feasibility, and First Outcomes. Journal of Wrist Surgery. 2019;8:513–519. DOI: 10.1055/s-0039-1678688.
Shen Y, et al. The ultrasound-guided percutaneous release technique for De Quervain’s disease using an acupotomy. Frontiers in Surgery. 2023;9:1034716. DOI: 10.3389/fsurg.2022.1034716.









