Rizoartrosi: strategia conservativa o intervento chirurgico?

Alla luce delle ultime linee guida internazionali, delle revisioni e metanalisi dei trials clinici possiamo affermare che la strategia conservativa è il primo passo da percorrere e include:

  • Splint o tutori statici: in grado di risolvere o ridurre notevolmente la sintomatologia in circa 85% dei casi. Va tenuto conto che non incidono sulla forza di presa né influiscono in maniera significativa sul recupero funzionale
  • Esercizi, fisioterapia e terapie fisiche: da associare all’uso dei tutori – a differenza di questi ultimi hanno un effetto maggiore sulla funzionalità e la forza di presa.
  • Terapie farmacologiche: da preferire prodotti antinfiammatori locali o brevi cicli per os.

Nonostante i dati di letteratura siano qualitativamente scarsi e non concordanti, spesso per impossibilità a confrontare gli studi tra loro, nel caso di fallimento o non completo controllo della sintomatologia entro alcune settimane dall’inizio della terapia si può procedere con i trattamenti infiltrativi locali:

  • Cortisonici: storicamente i più usati, effetto rapido ma non duraturo, incidono solo sul dolore ma non su funzione o forza di presa.
  • Acido ialuronico: in letteratura i dati sono discordanti, è mia opinione che possono essere utili nelle fasi precoci.
  • Plasma Ricco di Piastrine: gli ultimi studi dimostrano un effetto superiore ai cortisonici per durata, che può raggiungere anche i 12 mesi.

Non dobbiamo però dimenticare che circa un 15% dei pazienti, nonostante i trattamenti conservativi, non risolve e quindi va incontro all’intervento chirurgico.

Pertanto il consiglio è quello di intraprendere la via conservativa (SPLINT + ESERCIZI) e di monitorare i risultati nel breve periodo (3-6 settimane), se non si assiste alla risoluzione procedere con i TRATTAMENTI INFILTRATIVI LOCALI e continuare il follow-up per almeno alle 3-6 settimane. Nel caso di risultati insoddisfacenti o fallimento indirizzare alla CHIRURGIA, specie nel soggetto ancora in età lavorativa.

Fondamentale pertanto NON SOTTOVALUTARE il dolore al primo dito! Nelle fasi precoci o lievi i trattamenti conservativi sono nella maggior parte dei casi soddisfacenti mentre nelle fasi ormai avanzate i risultati possono essere deludenti.

Riferimenti:
– Annals of the Rheumatic Diseases: 28 August 2018. doi: 10.1136/annrheumdis-2018-213826
– Osteoarthritis Cartilage. 2018 Oct 11. pii: S1063-4584(18)31484-5.
– Arch Phys Med Rehabil. 2018 Oct 11. pii: S0003-9993(18)31375-3
– J Hand Surg Am. 2018 May 15. pii: S0363-5023(17)30684-6.
– J Hand Ther. 2016 Jul-Sep;29(3):307-13.
– BMJ 2011;343:d7122
-J Biol Regul Homeost Agents. 2017 Dec 27;31(4 Suppl 2):45-53.
– Cartilage. 2018 Oct 20:1947603518805230